(Ri) cominciare ogni giorno.

La mattina ti svegli e (ri) cominci.

La mattina devi fare i conti con la tua storia, che ogni sera posi sul comodino come si fa con un libro di cui si è impegnati a scrivere la trama giorno per giorno.

La mattina, tra uno sbadiglio e l’altro, devi riprendere a tessere la tua tela, proprio come Penelope; Una tela che sgarbugli ogni notte, fra pensieri e illusioni. Adesso però devi rimettere tutto al proprio posto.

La verita è che quando si va a dormire, si spera che la notte possa magicamente aggiustare qualche cosa che non va e che possa sciogliere quei nodi che ci legano le mani e i piedi, che ci tappano la gola, e che non ci permettono di andare avanti.

Si spera, al nostro risveglio, di poter incontrare una realtà in una forma differente.

Il sonno si fa profondo.

Ti cali sempre più giù, lasciandoti dietro una lucina che pian piano si fa piccola.

È come uno spillo. È lontanissima ormai.

Durante la tua permanenza in questo mondo ovattato, hai la possibilità di ricreare situazioni nuove e di riviverne altre passate.

La veridicità del tuo sogno ti fa percepire sensazioni ed emozioni forti e vere, a volte belle e a volte no. Ti illude. Senti il cuore che batte e ti senti vivere in prima persona una realtà che ti sarà preclusa l’indomani mattina.

Nel tuo inconscio più profondo, riveli quelli che sono i tuoi desideri, le tue paure, le tue sconfitte e i tuoi traguardi raggiunti con tanta fatica. Racconti ciò che sei, e ciò che gli altri, attraverso le loro azioni e i loro gesti, ti fanno diventare. Ma non sei tu quella.

Sei quella che conosci tu, la vera te.

E la mattina ti svegli e (ri) cominci.