GrandArt, Milano 9-12/11/2017

Ieri sono stata a GrandArt, la prima edizione della fiera di arte moderna e contemporanea tenutasi a Milano (una sorta di esposizione parallela alla già conosciuta MiArt) dal 9 al 12 novembre.

Già il luogo dell’esposizione, il The Mall, in piazza Lina Bo Bardi, ti fa entrare in contatto con la “nuova” Milano, ovvero quella Milano che negli ultimi anni è stata completamente trasformata dalla costruzione dei nuovi grattacieli, e che è diventata ormai uno dei poli principali dal punto di vista culturale, mondano, e in cui si respira un clima da città “internazionale” e all’avanguardia.

Arrivando a parlare della fiera, la quantità degli stand, di gallerie italiane e non, e la quantità di opere in esposizione era veramente incredibile. Molte opere e molti artisti (il loro nome li precede e spesso sono più famosi delle opere stesse) erano conosciutissimi e per me, che studio Storia dell’arte, sono stati già visti e rivisti nei famosi “manuali d’arte”. Si potevano trovare artisti della pop art americana come Lichtenstein  e Andy Warhol, artisti italiani del ‘900 tra cui Massimo Campigli e Ottone Rosai, altri nomi come quello di De Pisis, Arnaldo Pomodoro, Afro, i futuristi Balla e De Pero (l’ordine delle citazioni è puramente casuale ovviamente), e molti altri nomi. Poter guardare dal vivo opere che ormai sono diventate, anche nell’immaginario collettivo, dei capisaldi dell’arte moderna e contemporanea, fa sempre un certo effetto, e passeggiando per la fiera ti ritrovavi circondato da capolavori meravigliosi.

Molte altre gallerie si concentravano invece su un panorama artistico più recente, proponendo opere di artisti non così conosciuti, ma che allo stesso tempo si sono rivelati delle belle scoperte. Data, appunto, la poca notorietà dei loro nomi, segnalerò alla fine dell’articolo una serie di autori che mi sono rimasti impressi accostandoli direttamente alle loro opere in esposizione, in modo tale da evitare di elencare nomi praticamente sconosciuti ai più (anche alla sottoscritta).

Le opere in esposizione comprendevano opere pittoriche, scultoree e fotografiche, di qualsiasi genere e materiale; inoltre molte di esse proponevano tecniche davvero particolari (ad esempio un’opera era stata realizzata su “tela emulsionata”, che per quanto mi è stato spiegato sarebbe una sorta di serigrafia su tela). Insomma, la varietà delle opere in mostra ti permetteva di farti un’idea davvero molto accurata di tutto il panorama artistico, partendo appunto da autori di fine 1800 ad altri che svolgono la loro attività attualmente. Devo ammettere che mi ha fatto un certo effetto notare come sotto alcuni quadri/sculture, la datazione riportata fosse proprio del 2017 o di qualche anno fa. Siamo sempre soliti considerare i grandi capolavori come qualcosa che appartiene al passato piuttosto che al presente, perché “ha fatto storia” in un certo senso. Sarà infatti il tempo a decretare il successo o meno di un’opera o di un’artista. Girando per la fiera, forse, molte persone avranno guardato con meno interesse alcuni quadri così attuali e poco conosciuti; Ma pensiamoci, magari proprio quell’opera, fra un po’ di tempo, quando ormai sarà considerata più datata, diventerà un capolavoro assoluto. Bisogna quindi cercare di dare la giusta importanza anche alle opere dei giorni nostri, nonostante non sia sempre così facile; Proprio per questo trovo che sia davvero complesso il lavoro del gallerista: come si fa a saper riconoscere un’opera d’arte?

In conclusione, nonostante fossi andata a visitare la fiera durante l’ultimo giorno di esposizione, è stato bello constatare la consistente affluenza di pubblico, e speriamo che questo buon risultato possa portare a molte altre edizioni di GrandArt.

Propongo adesso una serie di immagini di opere scattate da me durante la visita che mi hanno interessato particolarmente, buona visione (per quel poco che possano rendere in fotografia ovviamente) :

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(disposizione casuale di opere e artisti)

 

 

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